Moda

Valentino, insulti omofobi al modello Michael Bailey-Gates

In questi giorni ha fatto il giro del mondo la foto sull’account Instagram di Valentino che è stata presa d’assalto da attacchi omofobi, odio e maleducazione. La foto è un autoritratto, tra l’altro anche bellissimo, del fotografo e modello americano Michael Bailey-Gates. Un uomo che pubblicizza una borsa da donna fa così tanto scalpore? Il problema è che non ha nulla addosso, che ha i capelli lunghi e uno sguardo delicato? Fosse stata una donna con un borsone da uomo si sarebbe scatenato tutto questo putiferio? L’iconica Roman Stud bag che problema ha pubblicizzata così?

La reazione è stata violenta e davvero pesante, il post in questione è stato preso d’assalto con insulti, battute offensive e cattiveria. La stessa cosa è accaduta al profilo Instagram di Michael Bailey-Gates che ha deciso di metterlo privato per difendersi da tutto l’odio che gli è arrivato addosso.

Valentino, insulti omofobi a Michael Bailey-Gates

La foto è particolare e su questo non ci sono dubbi, ma il giocare con la sessualità, fare un mix di generi e mantenere un approccio non definito e “liquido” non è certo una novità. Lo fanno i cantanti sin dagli anni Ottanta e nella moda, come in passerella, è un modo come un altro per far passare dei messaggi.

Abbiamo visto centinaia di volte ragazze in versione maschiaccio, ma anche uomini con gonne, make up e accessori femminili. Marc Jacobs ha giocato migliaia di volte con la sessualità delle sue collezioni, spesso mettendosi in gioco in prima persona.

Ma allora qual è stato il punto di rottura della foto Valentino? Cos’è che ha scatenato queste offese senza filtri? Forse perché Michael Bailey-Gates è troppo bello o ha tratti molto delicati? Perchè ha il pelo sul petto ma non la barba? Forse perché ha i capelli lunghi e uno sguardo quasi innocente? Forse perché, a uno sguardo veloce, quasi non ci si accorge che è un uomo?

Qualunque sia la risposta a queste domande, il problema è solo nostro ed è su di noi che dobbiamo eventualmente lavorare. La questione non riguarda Valentino, men che meno Michael Bailey-Gates.

La lettera di Pier Paolo Piccioli

Pier Paolo Piccioli ha scritto una lunga lettera pubblica a Michael Bailey-Gates per spiegare il suo punto di vista e per invitare le persone a ragionare.

“Ciao Michael, dopo che abbiamo pubblicato questa foto sulla Maison Valentino molte persone hanno reagito con commenti odiosi e aggressivi. Il mio compito è consegnare la mia visione della bellezza secondo il tempo che stiamo vivendo e la bellezza che consideriamo bella è un riflesso dei nostri stessi valori. Stiamo assistendo a un grande, enorme, cambiamento nel genere umano, i movimenti sulla consapevolezza del sé sono tutti guidati dalla stessa idea: l’evoluzione è possibile se l’uguaglianza è possibile, se l’inclusività è possibile, se i diritti umani sono difesi e la libertà di espressione è protetta, nutrita. L’odio non è un modo di dire, l’odio è una reazione alla paura e la paura può facilmente trasformasi in violenza, che può essere un commento o un’aggressione a due ragazzi che si baciano in una metropolitana. Dobbiamo opporci e condannare ogni forma di violenza, odio, discriminazione e razzismo; sono orgoglioso di usare la mia voce e il mio lavoro, ora e per sempre. Questa foto è un autoritratto del giovane bell’uomo, il male è nell’occhio di chi guarda e non nel suo corpo nudo. Il cambiamento è possibile, nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile ma io sono pronto ad affrontare le difficoltà in nome della libertà, dell’amore, della tolleranza e della crescita”.

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