Casa

Interior design, le pareti diventano trasparenti e «flessibili»


Soluzioni e strategie che funzionano tanto più negli spazi piccoli. Certo, è difficile ottenere gli effetti spettacolari raggiunti da Ludwig Mies van der Rohe nel Padiglione di Barcellona per l’Expo del 1929, «ma adesso anche negli appartamenti piccoli si possono fare ottimi lavori e creare belle sorprese», osserva Piero Lissoni. «Da quando faccio questo mestiere, il mio primo consiglio è sempre quello di eliminare gli spazi inutili – dice l’architetto –. Quando distribuisco una casa, riduco al massimo il numero dei corridoi, che forse avevano senso un tempo, quando le case erano vissute con altri ritmi e altre ritualità». Per Lissoni l’obiettivo è tenere le case il più possibile aperte. Via dunque le pareti, sostituite ad esempio da arredi a centro stanza o pareti temporanee, possibilmente trasparenti. «Una delle cose che ci ha insegnato l’architettura modernista è far dialogare i luoghi – aggiunge Lissoni – che siano le stanze di una casa oppure l’interno con l’esterno. Laddove si può, consiglio sempre di mettere in comunicazione gli spazi, buttare giù i muri e far entrare la luce, che è il vero lusso di oggi».

Aprite quella porta!

In quest’ottica, anche le porte assumono un significato diverso: oltre a chiudere e collegare stanze definite, oggi diventano dei separé tra spazi diversi all’interno di un unico ambiente ideale, grazie anche a soluzioni tecnologiche un tempo impensabili e spesso mutuate dai luoghi di lavoro. In vetro, scorrevoli, a soffietto, a scomparsa, a rotazione: oggi le proposte sul mercato sono innumerevoli e sofisticate, così come quelle di partizioni mobili. «Questi elementi ci consentono di lasciare aperti gli spazi quando voglio farli dialogare e chiuderli quando necessario», spiega Lissoni . Sono quasi più soluzioni di architettura che di arredamento e permettono di ottenere risultati molto belli anche in piccoli appartamenti.

Spazi virtuali e spazi reali

Per Roberto Palomba, il tema oggi è passare dal divisorio allo schermo. «Le librerie mi sembrano un elemento superato: le partizioni mobili oggi sono altre – dice l’architetto –. Preferisco usare le piante, che funzionano anche come filtri per la luce. Oppure le tende, ad esempio al posto delle ante di un armadio, per spezzare la rigidità dei muri». Anche l’uso dei paraventi è tornato di moda, ma con un valore diverso rispetto alla funzione di privacy che avevano nei contesti Liberty di inizio ’900. «Oggi diventano vere e proprie decorazioni, come quadri sospesi in mezzo alla stanza – spiega –. Elementi nomadi e leggeri per creare una seconda stanza quando serve o dividere in modo garbato zona pranzo e zona giorno».

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