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Douglas Italia, Pampani (ceo): «Superata la messa in sicurezza, resta il nodo affitti»

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La catena di profumerie registra un calo di ingressi del 40-50% nei primi giorni di riapertura

di Marika Gervasio

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La catena di profumerie registra un calo di ingressi del 40-50% nei primi giorni di riapertura

2′ di lettura

«Come previsto stiamo registrando un calo del traffico e dei clienti molto importante, tra il 40% e il 50% in meno di ingressi, che solo in parte è compensato da una maggiore spesa media».

Così Fabio Pampani, ceo di Douglas Italia, la più grande catena di profumerie nel nostro Paese, commenta l’andamento dei primi giorni di apertura, dopo il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19. E continua: «Tra i prodotti più venduti al momento tutta la parte del trattamento corpo-skincare è sicuramente l’area di prodotti che va meglio, soprattutto le creme mani. Il trucco è in maggior calo, in particolar modo il make-up labbra, conseguenza evidente del continuo utilizzo della mascherina. I solari, proprio in questa settimana, hanno iniziato la loro positiva partenza anche se i negozi in zone turistiche balneari stanno risentendo più di altre del momento di crisi».

E gli oneri che le profumerie hanno dovuto affrontare per seguire le nuove regole di sicurezza stanno ulteriormente gravando sui conti di queste attività. «Per adeguarci a tutti i protocolli e alle norme governative, anche prevedendo ulteriori accorgimenti a tutela della salute del cliente e dei nostri collaboratori, abbiamo speso circa 600 euro per negozio, che vuol dire oltre 300mila euro totali – spiega il ceo –. Un ulteriore importante investimento a tutela dei nostri lavoratori è stata l’accensione di una polizza assicurativa sul coronavirus per ogni singola persona valida fino al 31 dicembre 2020». L’investimento non si esaurisce qui: «Prevediamo che il mantenimento per questo livello di sicurezza ci costerà ulteriori 200mila euro al mese per l’intera rete».

La penalizzazione delle vendite si gioca anche sulla riduzione degli ingressi: «In un negozio medio possono permanere tra i 6 e gli 8 clienti. La riduzione rispetto al pre-Covid-19 è molto consistente, basti pensare che in momenti di punta un nostro negozio poteva avere anche 50-60 persone presenti». Per avvisare della riapertura Douglas ha scritto a tutti i suoi 2 milioni di clienti per informarli anche della totale sicurezza dei negozi e degli specifici servizi a loro riservati: ingresso su prenotazione per evitare code e sovraffollamenti, consegna a domicilio o ritiro veloce nel punto vendita con una telefonata, pagamento anche con ClicPay.

Ma c’è una questione ancora da risolvere, il tema degli affitti. «Purtroppo questo è il problema più grande che stiamo affrontando – racconta il ceo –. La decisione incomprensibile del Governo di escludere le aziende con fatturati superiori a 5 milioni sullo sgravio fiscale degli affitti ci mette in una situazione di enorme difficoltà. È francamente inspiegabile quali siano i motivi che hanno indotto il legislatore a non prevedere alcun aiuto alle medie e grandi aziende sullo sgravio affitti, sul non pagamento dell’Irap e sui finanziamenti a fondo perduto. A mio avviso con questa scelta si mettono a rischio migliaia di posti di lavoro in quanto ci si dimentica che le medie-grandi aziende del retail occupano oltre mezzo milione di lavoratori. Oggi in questa situazione aiutare un’azienda vuol dire aiutare anche i lavoratori».

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