Moda

Birkenstock supporta la giovane creazione con Central Saint Martins e spinge sulla label 1774

Birkenstock raccoglie i primi frutti del progetto “Birkenstock x CSM”, un’iniziativa pluriennale nata a supporto dell’educazione e delle nuove generazioni di designer. A partire dal 2018, il marchio tedesco di calzature famoso soprattutto per i suoi caratteristici sandali aperti, ha invitato gli studenti del corso in Storia e Teoria della Moda della prestigiosa scuola londinese Central Saint Martins ad accedere ai suoi ricchi archivi storici negli Stati Uniti, in Italia e in Giappone e nella sede principale di Birkenstock in Germania, per farvi delle ricerche. Il risultato di questa ricerca è confluito in un secondo progetto che ha coinvolto gli studenti del Master of Arts in Moda, invitati ad interpretare i modelli emblematici di Birkenstock.

Il progetto vincitore di Saskia Lenaerts – Birkenstock X CSM

Un anno dopo, una giuria presieduta da Oliver Reichert, CEO di Birkenstock, e composta in particolare da Fabio Piras, Direttore del Master of Arts in Moda della scuola inglese, e da Sarah Mower, Chief Critic di vogue.com, ma anche da una serie di designer e giornalisti internazionali, ha selezionato una rosa di 10 studenti finalisti, che hanno elaborato una serie di interpretazioni personali dei modelli del brand. Oggi, Birkenstock ha annunciato che 4 studenti sono stati eletti vincitori finali dell’iniziativa.

Le creazioni concepite dai vincitori sono state scelte per la produzione in serie e verranno vendute presso negozi selezionati nel mondo e sul website 1774.com a partire da febbraio 2021. Ogni modello reca il nome dello studente a rilievo sulla soletta Birkenstock. Tutti i finalisti hanno ricevuto una borsa di studio, mentre i 4 vincenti avranno anche un contratto sulle royalties. Il progetto “Birkenstock x CSM” è stato pensato per essere a lungo termine e includerà anche nei prossimi anni le collezioni dei diplomati del corso e modelli ispirati all’archivio.

In più, da sabato 11 a martedì 14 luglio sarà attivo un evento digitale che si terrà sul profilo privato di Instagram @BIRKENSTOCKXCSM per rivelare in anteprima il nuovo progetto esclusivamente a stampa e buyer.

“Lavorare con Birkenstock è stata un’esperienza incredibilmente gratificante per tutti i nostri studenti coinvolti in questo progetto collaborativo”, ricorda Fabio Piras, aggiungendo come i vincitori “ora vedranno le proprie idee di design realizzate e pubblicizzate in tutto il network retail internazionale del brand. Come direttore del corso, voglio che i miei studenti pensino che dalla propria possa scaturire un potenziale commerciale. Sono estremamente grato a Birkenstock per il suo straordinario impegno a sostegno dell’istruzione nel campo della moda attraverso questa opportunità premiante”.

Il progetto vincitore di Alecsander Rothschild – Birkenstock X CSM

Soddisfazione espressa nel comunicato ufficiale anche da Oliver Reichert, CEO di Birkenstock dal 2013 (primo non membro della famiglia a dirigere il marchio fondato da Johan Adam Birkenstock nel 1774), il quale ha ricordato come “investire nei talenti futuri e intraprendere un dialogo con loro significa lavorare con spiriti liberi. Una priorità per i brand lungimiranti, tanto più per un brand democratico e inclusivo come Birkenstock. Gli studenti hanno mostrato una profonda comprensione dei modelli e hanno presentato un risultato finale convincente”.
 
La collezione sarà supportata da una campagna firmata da Walter Pfeiffer a Parigi. Il celebre fotografo immortalerà gli studenti con i modelli da loro progettati e i look selezionati dalla propria collezione di fine corso. Inoltre, per celebrare la ricerca negli archivi e completare la proposta dei modelli progettati dagli studenti, la calzatura Birkenstock “Tallahassee” degli anni Novanta verrà riproposta in una nuova versione caratterizzata da colori a contrasto diventando così il primo modello delle riedizioni d’archivio volute dall’azienda tedesca.

Intanto, Birkenstock, un tempo rinomato solamente per le calzature con plantare anatomico in sughero e lattice naturale, è diventato ormai un marchio di lifestyle a tutto tondo, offrendo una gamma crescente di scarpe chiuse, scarpe per bambini e calzature da lavoro, nonché prodotti speciali per rivenditori ortopedici, calze, borse e cinture. Un portafoglio prodotti cui dal 2017 ha aggiunto pure sistemi per il sonno e cosmetici naturali. Ma la sua evoluzione prosegue con la spinta data alla label 1774 (dal suo anno di fondazione). Una nuova collezione unisex adatta a tutte le stagioni che rinnova i modelli più iconici di Birkenstock, sempre con il plantare di lattice e sughero come valore stilistico fondante, attraverso tecniche manifatturiere d’avanguardia e che a febbraio scorso ha visto lanciare sul mercato la prima collezione progettata dal team creativo dell’etichetta senza la collaborazione di partner esterni.

L’etichetta 1774 comincia ad essere prodotta da un team interno, ma non cesserà le collaborazioni limitate con marchi e designer esterni – Birkenstock

 
Il progetto 1774 nasce infatti come incubatore e vetrina delle collaborazioni che Birkenstock ha iniziato ad intraprendere con una serie di designer e realtà internazionali a partire dal 2017, a loro volta derivazione indiretta del concept di design mobile delle Birkenstock Box, container con reinterpretazioni delle sue scarpe in collaborazione con vari concept store mondiali, che hanno girato il mondo per un biennio. Il brand 1774, come realtà strutturata con un nome e una sede dedicata – uno showroom a Parigi, in un tipico appartamente haussmanniano in Rue Saint Honoré – è stato però fondato a gennaio 2019.
 
Le principali collaborazioni che dal 2018 hanno preso vita da questo progetto hanno coinvolto i marchi Rick Owens (con due collezioni), Valentino, Hotel Il Pellicano, Random Identities e Proenza Schouler, ma altre sono in cantiere.
 
“In Birkenstock abbiamo aperto la nostra divisione di Parigi per ricercare novità e innovazione. Questi sono i fattori essenziali per far funzionare bene quella che definiamo una partnership. Il contributo di designer di rilievo come Rick Owens o Marie Louise Sciò dell’Hotel Il Pellicano hanno portato ad un completo cambiamento nella percezione del marchio”, ha dichiarato il CEO Oliver Reichert per riassumere il progetto.
 
Per il momento, tutte le collezioni Birkenstock 1774 sono unisex e vengono vendute sul sito web dell’etichetta, oltre ad essere premium in termini di materiali e target price. La collezione è composta da modelli tra i più rappresentativi del brand, come i sandali “Arizona”, “Milano” e “Siena”, reinterpretati attraverso l’introduzione di dettagli più pregiati.
Il plantare in sughero è completamente avvolto da morbida pelle di prima qualità. Un plantare in pelle ultra sottile di recente sviluppo, caratterizzato da un pattern unico di aree in PU, che garantisce durata, flessibilità e proprietà antiscivolo.

Proenza Schouler per 1774, PE 2020 – Birkenstock

Con oltre 4.300 dipendenti in tutto il mondo, giunta alla sesta generazione familiare, Birkenstock utilizzava il termine “plantare” già negli anni ’10. A partire dai primi anni Settanta è diventato un player globale. Prodotti in Germania, i sandali Birkenstock sono ora venduti in oltre 100 nazioni di tutti i continenti.

Dalla sede di Neustadt/Wied, nella regione Renania-Palatinato, al di là del Reno dalla parte di Bonn, Birkenstock produce tutto in 13 siti in Germania, e vanta uffici vendite negli Stati Uniti e in Canada, Brasile, Cina, Hong Kong, Giappone, Danimarca, Spagna, Regno Unito e Dubai. Sono 47 i suoi punti vendita monomarca: 33 in Germania, 3 in Austria, 2 in Italia, 2 in Cina, 1 in Brasile, 1 in UK, 1 a Hong Kong, 1 in Olanda, 1 in Spagna, 1 in Danimarca, 1 negli USA.

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