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Benessere: effetto Covid, cambiano le priorità e scende la spesa complessiva

Rapporto philips

Secondo il Rapporto sull’Economia del benessere 2020 di Philips, i consumi sono arrivati a 37 miliardi di euro contro i 43 miliardi del 2018. Tengono gli acquisti per la gestione dello stress e del sonno

di Marika Gervasio

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(Adobe Stock)

Secondo il Rapporto sull’Economia del benessere 2020 di Philips, i consumi sono arrivati a 37 miliardi di euro contro i 43 miliardi del 2018. Tengono gli acquisti per la gestione dello stress e del sonno

5′ di lettura

L’emergenza Covid-19 ha fatto sentire i propri effetti anche sugli acquisti degli italiani di prodotti e servizi per il benessere, scesi nell’ultimo anno a 37 miliardi di euro, segnando un -14% rispetto ai 43 miliardi del 2018 (rilevazione: ottobre 2018), mentre la spesa pro-capite è passata da circa 1.300 € a 1.200 € annui (-7%). È quanto emerge dal Rapporto sull’Economia del benessere 2020, seconda edizione dell’indagine Philips realizzata da Doxa a giugno di quest’anno per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo di 4.000 italiani su alimentazione, attività fisica, cura del corpo, gestione dello stress e igiene del sonno.

La ripartizione del paniere di spesa per il benessere degli italiani è in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca: 40% per la sana alimentazione (contro il 41% 2018), 23% per la cura del corpo (contro il 24% 2018) e 19% per l’attività fisica (contro il 20% nel 2018). Ma i numeri in termini assoluti fanno emergere un quadro sostanzialmente diverso: la spesa in sana alimentazione registra una contrazione del 15% (14,9 miliardi di euro rispetto ai 17,5 miliardi del 2018), così come quella per la cura del corpo (8,6 miliardi contro 10,2 miliardi), mentre riguardo all’attività fisica la contrazione è stata del 17% (7,1 miliardi contro 8,6 miliardi). Dopo mesi di isolamento, in cui gli italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, una voce di spesa, quella per la gestione dello stress, rimane sostanzialmente invariata (4,8 miliardi contro 4,9 miliardi pari al -2%).

In controtendenza invece la spesa per il sonno, salita a 2,1 miliardi, +16% rispetto agli 1,8 miliardi del 2018. Secondo un recente studio del San Raffaele di Milano i soggetti con difficoltà di addormentamento nel periodo pre-Covid19 erano il 39%, mentre durante il lockdown sono saliti al 55%. Nei lavoratori si è osservato anche un incremento dell’insonnia di mantenimento, ovvero i ripetuti risvegli notturni, che è passata dal 24% nel periodo pre-coronavirus al 40% durante il lockdown.

Sebbene la percentuale di quanti valutano positivamente il proprio stato di salute – l’81% degli intervistati – sia rimasta invariata rispetto alla precedente rilevazione, l’emergenza sanitaria ha avuto significative ripercussioni sulle pratiche orientate alla prevenzione. Come ci si poteva aspettare, è diminuita la frequenza con cui ci si è rivolti di persona al medico di famiglia e si sono eseguiti esami e accertamenti. Si è parzialmente supplito con consulti a distanza e online, a cui hanno fatto ricorso il 56% degli italiani per quanto riguarda i medici di famiglia e il 35% per gli specialisti.

Sana alimentazione e acquisti green
La spesa pro-capite in sana alimentazione è calata a 437 euro dai 513 della prima rilevazione (-15%). Proiettato sull’intera popolazione italiana la contrazione è stata pari 2,6 miliardi e ha coinvolto tutti i settori presi in considerazione, dall’integrazione alimentare, ai prodotti per regimi specifici ai piccoli elettrodomestici. Si va affermando però una propensione per gli acquisti green, con quasi il 40% delle persone che dichiara di acquistare con una certa regolarità marche e prodotti attenti all’ambiente. Circa 3,5 prodotti su 10 che mettiamo nei nostri carrelli sono “sostenibili”, mentre quasi 4 italiani su 10 dimostrano una buona propensione a spendere di più pur di poter consumare prodotti ecosostenibili. L’attenzione per l’ambiente si riflette anche nella scelta dei piccoli elettrodomestici: anche in questo caso il 40% degli italiani è disposto a spendere di più per un prodotto eco-friendly, con punte del 51% nella fascia di età 18-24.

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